Tasso di esposizione Gamma Dorval Asset Management – 26 settembre 2022

Il “costi quel che costi” sempre più convinto di Jerome Powell contro l’inflazione scatena nuovi ribassi sui mercati finanziari. Le pressioni sono accentuate dal panico che aleggia sull’Europa e sul Regno Unito. Le previsioni sui tassi di interesse verranno presto adeguate in misura sufficiente?

Nonostante i segnali di un’incipiente disinflazione e di un ancoraggio delle attese inflazionistiche delle famiglie (grafico 1), in occasione della riunione del 21 settembre la Federal Reserve statunitense ha deciso di aumentare la pressione. La banca non arretrerà di un passo sino a che l’inflazione resterà superiore al target del 2% (la scorsa estate ha sfiorato il 6%). Per conseguire tale obiettivo occorre un riassestamento del mercato del lavoro e quindi un netto rallentamento dell’economia. Ma gli ultimi dati disponibili sull’occupazione e sull’attività economica segnalano resilienza, quindi c’è ancora molta strada da fare.

 

 

 

La Fed decide di ignorare la mitigazione delle attese inflazionistiche
Tassi sui Fed fund vs. inflazione attesa dalle famiglie (sondaggio della Fed di New York)

Percentuale
Inflazione attesa dalle famiglie fra 3 anni / Tassi previsti dalla Fed nel 2023 / Inflazione attesa fra 5 anni / Tassi sui Fed fund

 

 

Come abbiamo già indicato più volte nel corso dell’anno, gli operatori del mercato non avevano mai creduto veramente che la funzione di reazione della banca centrale USA potesse cambiare rispetto agli ultimi decenni. Questa relativa tranquillità era riscontrabile soprattutto sulle piazze obbligazionarie, che scontavano un rapido ritorno dell’inflazione al 2% senza rialzo dei tassi USA oltre il 3%, al 3,5%.  Ora la situazione è ben diversa: gli investitori prevedono che la Fed porterà i tassi al 4,75% in primavera, in linea con le ultime proiezioni della banca stessa, vale a dire circa l’1,5% oltre le previsioni inflazionistiche per il 2023 (grafico 2). A seconda dei dati futuri su inflazione, disoccupazione e stipendi, i tassi potrebbero salire ulteriormente. Pertanto in questo momento il profilo di rischio/rendimento dei mercati obbligazionari USA potrebbe non essere ancora abbastanza interessante. Lo conferma anche il segmento a lunga scadenza della curva dei tassi, che presenta tuttora un premio a termine modesto (i tassi a lungo termine restano inferiori al 4%). 

 

 

 

Gli operatori prevedono già tassi USA nettamente superiori all’inflazione nel 2023

Tassi sui Fed fund previsti dal mercato per maggio 2023 / Previsioni di consensus Bloomberg sull’inflazione USA nel 2023 (deflatore dei consumi)
giugno 2022       luglio 2022         agosto 2022       settembre 2022

 

 

In Europa e nel Regno Unito, la determinazione della Fed esercita, tramite il tasso di cambio, pressioni sempre più forti in un contesto di inflazione e crescita già difficile. Le prospettive di recessione alimentate dalla crisi del gas russo hanno frenato a lungo BCE e BOE, ma la situazione non è più sostenibile. Alla luce della stagflazione e della guerra in corso, la maggior parte dei Paesi europei potrebbe adottare una politica fiscale espansiva e una linea monetaria restrittiva. Su quest’ultimo punto ancora non ci siamo, dato che i tassi reali a breve termine sono tuttora molto negativi sia nell’area euro (grafico 3) che nel Regno Unito. Malgrado la netta differenza tra Europa e Stati Uniti sul fronte economico, le banche centrali europee sono in procinto di cambiare radicalmente rotta, sull’esempio della Riksbank (la banca di Svezia), che di recente ha alzato i tassi di 100 punti base. E sicuramente gli ultimi eventi politici in Italia e nel Regno Unito, con tutti i rischi fiscali del caso, aumentano ulteriormente le pressioni. Il rischio per la credibilità delle banche centrali è particolarmente alto nel caso della Bank of England dopo che il premier britannico Liz Truss ha annunciato una diminuzione delle imposte.

 

 

I tassi europei restano molto più bassi dell’inflazione stimata per il 2023

Previsioni di consensus Bloomberg sull’inflazione nell’area euro nel 2023 / Tasso ESTR atteso dal mercato per maggio 2023
maggio 2022      giugno 2022       luglio 2022         agosto 2022       settembre 2022

 

 

 La svolta delle autorità monetarie, in particolare quella della Fed, ci ha indotto a ridurre notevolmente l’esposizione azionaria nei nostri fondi internazionali flessibili a partire dal 21 settembre. Manteniamo comunque un elevato livello di attenzione e siamo pronti a intervenire, poiché i mercati finanziari integrano già parecchie cattive notizie alla vigilia di un periodo che nonostante tutto dovrebbe essere caratterizzato da un graduale processo di disinflazione. Quanto alle piazze obbligazionarie, manteniamo posizioni corte sul tratto a breve della curva tedesca. I nostri portafogli sono investiti per lo più sul mercato monetario dell’area euro, che gode del rialzo dei tassi della BCE.

 

 

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