Tasso di esposizione Gamma Dorval Asset Management – 20 novembre 2020

Negli ultimi anni le performance azionarie hanno riguardato essenzialmente le large cap emblematiche dette growth, tra cui figurano i colossi statunitensi del digitale e i grandi marchi francesi del lusso.

Ma i corsi di queste “star” delle borse non si saranno spinti troppo in là? Nello specifico, l’attesa fine della crisi da coronavirus distoglierà l’attenzione degli investitori da tali titoli a vantaggio di altri settori?

 

Le large cap star del mercato registrano importanti sovraperformance da 5 anni
Performance (dividendi esclusi) da inizio 2016

GAFAM / Titoli del lusso del CAC 40 / Mediana dell’S&P500 / Mediana del CAC 40

 

Da inizio 2016 i GAFAM sono saliti in media di oltre il 250%, contro il +60% della mediana dei titoli dell’S&P 500. Nel medesimo periodo, le società del lusso del CAC40 sono avanzate in media del 207% a fronte del +21% della mediana dell’indice (cfr. grafico 1). Questi protagonisti del mercato hanno guadagnato terreno sotto due punti di vista: quello degli utili e quello della valutazione di borsa. Hanno evidenziato una redditività decisamente superiore rispetto agli altri titoli per varie ragioni, compreso lo sviluppo di un’economia digitale che ruota attorno a un gruppetto di società e l’ascesa di una robusta classe media in Cina. Da 10 anni i GAFAM conseguono una crescita dei profitti tra il 15% e il 20% annuo e le large cap francesi del lusso registrano progressi analoghi, contro una crescita annua del 5% circa di un’azienda normale.

 

Al contempo, settori chiave come il bancario o l’automotive risentono di normative che penalizzano la loro redditività. Inoltre, la tendenza a una crescita economica nominale più debole, che alcuni economisti hanno battezzato “stagnazione di lungo periodo”, ha indotto gli investitori a orientarsi verso i pochi titoli in grado di resistere alla fase di decrescita. Questi fattori, considerati duraturi, hanno innescato un sostanziale rialzo dei corsi azionari. Un rialzo nettamente accelerato dalla crisi di Covid-19.

 

PE di Shiller degli indici MSCI World growth e value
PE di Shiller = rapporto corso/media degli utili a 10 anni

MSCI growth / MSCI value
Rapporto growth/value

 

Il PE di Shiller dell’indice mondiale dei titoli di crescita (MSCI World growth) si attesta attualmente a circa 35 volte la media degli utili degli ultimi 10 anni (cfr. grafico 2), un livello equivalente a quello degli anni 2003-2007 e nettamente inferiore a quello osservato durante il picco della bolla del 2000 – dato piuttosto rassicurante. In compenso, il PE dell’insieme dei mercati mondiali è pari a 20 e quello dell’universo value a 15. Un simile divario a favore dei titoli growth non ha precedenti, neppure durante la bolla del 1999/2000. In termini settoriali si nota inoltre che, in base al parametro del PE di Shiller, le aree più gettonate o molto resilienti (informatica, sanità, beni di prima necessità) sono circa due volte più onerose rispetto alle aree più cicliche (beni e servizi industriali, finanza e materie prime). Il divario è simile a quello record osservato temporaneamente nel 2000 (cfr. grafico 3).

 

PE di Shiller per gruppi di settori
Rapporto prezzo/media EPS a 10 anni – settori MSCI World

Beni e servizi industriali, finanza, materie prime, energia
Informatica, sanità, comunicazioni, beni di prima necessità
Rapporto fra i due gruppi

 

Oltre ai fattori strutturali già citati, la concentrazione di performance a favore dei titoli protagonisti del mercato si deve anche a fattori congiunturali che hanno allontanato gli investitori dai settori più colpiti dal rallentamento economico iniziato nel 2018, come le difficoltà sul fronte commerciale e naturalmente la crisi da coronavirus. Ma i recenti sviluppi in campo medico, gli aiuti statali e le misure monetarie dovrebbero sostenere una robusta ripresa economica nel 2021 e nel 2022.

 

La crescita degli utili dovrebbe quindi interessare molte più società e gli investitori potrebbero cambiare idea sui settori oggi più trascurati, tra cui industria e materie prime, finanza, turismo, tempo libero e trasporti. All’inizio di una ripresa economica, come osservato nei periodi 2003/04, 2009/10 e 2017, spesso i titoli più ciclici registrano una netta sovraperformance, poiché beneficiano di una eccezionale crescita degli utili.

 

In tale contesto gli investitori tenderanno probabilmente a diversificare maggiormente i portafogli. Ma dal momento che i titoli star hanno assunto un peso considerevole nei grandi indici azionari, l’esigenza di diversificazione impone di allontanarsi da tali indici e di affidarsi a strategie più attive.

 

 

Scarica la versione integrale in formato PDF : Tasso di esposizione Gamma Dorval Asset Management – 20 Novembre 2020

Per inviarle un’offerta su misura, abbiamo bisogno di alcune informazioni aggiuntive.

Scegli il tuo profilo