Revisione delle attese senza mettere in dubbio la ripresa mondiale - Dorval's Macro Corner (Settembre 2020)

« Adattare le conoscenze economiche alle realtà dei mercati, sfuggendo alla dittatura degli indici »
François-Xavier Chauchat
Membro del Comitato di investimento, economista e strategist
I disinvestimenti sul Nasdaq, il netto aumento dei casi di Covid-19 in Europa e l’impasse sul nuovo pacchetto di stimoli fiscali negli Stati Uniti hanno preso gli investitori in contropiede. Le fonti di incertezza non mancano, ma i fattori alla base della visione ottimista dei mercati azionari appaiono tuttora estremamente solidi.

In questo momento il virus sembra sotto controllo in Cina e nella maggior parte dei Paesi asiatici, sta retrocedendo in America Latina e presenta un tasso di mortalità sempre più modesto in Occidente, che consentirà una gestione meno drastica dei nuovi casi (in attesa di un vaccino). La ripresa dell’economia mondiale, sostenuta dai piani di rilancio, proseguirà sino alla fine del 2021, e i tassi di interesse resteranno ai minimi ancora per molti anni. I membri della Federal Reserve americana non prevedono rialzi dei tassi prima del 2023, e la Bank of England sta preparando il terreno per tassi negativi. In Europa, alcuni funzionari della BCE iniziano a ventilare la possibilità di nuove misure per attenuare i timori legati alla seconda ondata epidemica.

Il trend delle politiche economiche espansive sembra destinato a durare ancora a lungo. Nonostante i rinvii, con tutta probabilità l’amministrazione USA riuscirà ad approvare un nuovo piano di rilancio economico indipendentemente dal risultato delle presidenziali. In attesa delle nuove misure, i considerevoli risparmi delle famiglie occidentali sostengono i consumi e in particolare la spesa in beni durevoli e per la casa, la costruzione di immobili, ecc. Infine, dal punto di vista strutturale, è iniziato un ciclo di investimenti lungo trainato dalla transizione energetica e dall’accelerazione digitale (5G).

Sulle borse l’ottimismo degli investitori, cresciuto durante l’estate, è divenuto un ostacolo poiché riduce il potenziale di sorprese in positivo e rende i mercati più vulnerabili a eventuali delusioni. Tuttavia, l’assunzione di rischio appare meno generalizzata rispetto alle ultime due uscite dalla recessione, nel 2009 e nel 2013. Infatti, la ripresa delle borse è stata fortemente incentrata sui titoli che hanno beneficiato della crisi (con la formazione di bolle localizzate) e su quelli più favoriti dal ribasso dei tassi di interesse.

In Europa e Giappone i tassi erano già a zero prima della crisi mentre negli Stati Uniti si è registrato un calo sensibile. Ma dato che il mercato USA appare sempre più oneroso, di recente si sono visti i primi tentativi di diversificazione dei portafogli. Al di fuori degli Stati Uniti le valutazioni appaiono più eque. In Europa le small-cap hanno ricominciato a sovraperformare dopo un lungo periodo di debolezza. Gli investitori sono consapevoli che i rischi potrebbero rivelarsi favorevoli ai settori trascurati qualora venisse approvato un vaccino o si raggiungesse il picco dei contagi in Europa. Due eventualità attese per l’autunno. Nel contesto attuale i nostri portafogli internazionali restano ampiamente diversificati e sono caratterizzati da una preferenza per i settori più ciclici. Al fine di gestire l’incertezza a breve termine abbiamo inserito buoni del Tesoro USA a 30 anni e ricostituito una moderata esposizione al dollaro rispetto all’euro.

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