Il vaccino e Joe Biden rilanciano la fiducia in una ripresa robusta – DORVAL’S MACRO CORNER (NOVEMBRE 2020)

« Adattare le conoscenze economiche alle realtà dei mercati, sfuggendo alla dittatura degli indici »
François-Xavier Chauchat
Membro del Comitato di investimento, economista e strategist

Le elezioni statunitensi e gli importanti progressi sul fronte clinico consentono agli investitori di proiettarsi in un futuro senza Donald Trump e senza coronavirus. La prospettiva ormai concreta di un vaccino vale quanto un massiccio piano di rilancio distribuito lungo tutto il 2021, che andrebbe ad aggiungersi alle misure di stimolo monetario e fiscale presenti e future. L’effetto positivo sarebbe moltiplicato dal fatto che l’economia mondiale stava già recuperando meglio di quanto avessero calcolato gli esperti. Negli Stati Uniti e in Europa il PIL del terzo trimestre ha raggiunto un livello che l’OCSE, a giugno, aveva stimato non prima del 2022. Naturalmente nel breve periodo il trend rallenterà a causa dei nuovi lockdown, tuttavia questi dati testimoniano la grande capacità di ripartenza dell’economia globale. Vi sono buone probabilità che il terreno perso nel 2020 venga recuperato più velocemente del previsto nel 2021.  

L’ottimismo è inoltre alimentato dall’esito delle elezioni americane, che hanno decretato Joe Biden presidente con un Senato ancora repubblicano (la conferma si avrà il 5 gennaio con il ballottaggio in Georgia). Il commercio mondiale non sarà più gestito a colpi di dazi e tweet al veleno firmati dalla Casa Bianca. E anche se l’amministrazione USA manterrà il pugno duro con la Cina, in particolare in ambito tecnologico, queste elezioni dovrebbero dare impulso alla ripresa in Asia. La regione, che già gode di una situazione sanitaria migliore rispetto a quella dei Paesi occidentali, è molto sensibile agli scambi mondiali. Anche le relazioni tra Stati Uniti ed Europa saranno molto più distese.

Inoltre, l’assenza di un’onda blu democratica si sta rivelando piuttosto stabilizzante per Wall Street. Il Senato di sicuro metterà un freno agli stimoli fiscali, ma questo aspetto perde importanza di fronte ai progressi sul vaccino anti Covid. Il ristretto margine di manovra dei Democratici potrebbe rallentare i movimenti dei tassi a lungo termine (al rialzo) e del dollaro (al ribasso), impedirà un aumento significativo delle imposte sulle società e modererà il programma di regolamentazione in alcuni settori, tra cui sanità e digitale.

Tuttavia, in termini relativi, Wall Street non è il primo beneficiario degli eventi recenti. La presidenza Biden e la rotazione tematica scatenata dal vaccino favoriscono maggiormente le borse europee e asiatiche. Queste ultime contano infatti un maggior numero di titoli ciclici e trascurati e sono nel complesso meno vulnerabili al rischio di sell off dei titoli che hanno tratto vantaggio dalla crisi da Covid-19 (fatta eccezione ovviamente per la Cina, dove i colossi del digitale hanno un grande peso nella capitalizzazione di borsa). L’esito delle elezioni americane e gli annunci sul vaccino ci hanno indotto ad aumentare l’esposizione azionaria e il peso dei settori trascurati (materie prime, industria globale, aree più colpite dalla pandemia) nei nostri portafogli. Malgrado la rapidità delle ultime oscillazioni e prospettive economiche ancora scoraggianti a breve termine per il mondo occidentale, riteniamo infatti che, in base alle valutazioni relative, tali titoli presentino un potenziale di ripresa ancora elevato nei prossimi mesi .

 

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