Tasso di esposizione Gamma Dorval Asset Management –11 febbraio 2022
La Fed ha dichiarato che d’ora in avanti le sue mosse sul fronte monetario dipenderanno dai dati economici, pertanto nei mesi a venire gli osservatori si aspettano una serie di rialzi dei tassi ravvicinati. Il livello implicito del tasso dei Fed Funds sul mercato ha raggiunto l’1,75% a fine anno, in linea con un inasprimento di 25pb a ciascuna delle prossime sette riunioni del FOMC. Un aumento dei tassi di 50bp alla riunione del 16 marzo, evocato da alcuni funzionari della Fed dotati di diritto di voto, è già in parte scontato.
Progressiva diffusione delle pressioni inflazionistiche
_Beni (alimentari ed energia esclusi) / Servizi (energia esclusa)
Alimentari (dx) / Energia (sx)_
Sul mercato dei tassi dunque si sconta già un inasprimento monetario ben più rapido di quello del periodo 2015-2018. In tale situazione, non dovremmo temere un rallentamento repentino della crescita o persino una recessione? Il veloce appiattimento della curva dei tassi sembra un segnale in tale direzione (grafico 2).
Il messaggio criptico dei tassi a lungo termine
Ci sembra prematuro giungere a tale conclusione. Nel primo trimestre la crescita negli Stati Uniti e in Europa si preannuncia mediocre a causa della variante Omicron e dei disagi causati dallo shock sui prezzi dell’inverno. Tuttavia, la maggior parte degli scenari epidemici prevede un calo dei contagi e una riapertura abbastanza rapida dei settori interessati, in particolare nei servizi (turismo, ospitalità, ristorazione, spettacoli, tempo libero…) a partire dalla primavera.
La performance relativa titoli ciclici vs. difensivi indica che gli azionisti sono tuttora fiduciosi circa la crescita (grafico 3). Come giustificare altrimenti la performance di settori molto sensibili alla congiuntura come le banche? Da inizio anno appare quindi più probabile uno scenario di “reset” delle valutazioni.
In ogni caso, la volontà delle banche centrali di inasprire le condizioni finanziarie pesa sul sentiment del mercato. L’incertezza circa la traiettoria dei tassi di interesse e l’entità del “reset” delle valutazioni, pur in parte scontato, è fonte di preoccupazione e ci induce a mantenere un’allocazione al rischio moderata nei nostri portafogli internazionali
Dai mercati nessuna indicazione sulle prospettive di crescita
Ciclici globali/difensivi globali


