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Scenario macroeconomico/di mercato e tassi di esposizione di Dorval Asset Management - 28 novembre 2022

Se l’inverno sarà più mite del previsto per l’economia europea, senza dubbio la BCE sarà propensa ad alzare i tassi di interesse più di quanto attualmente scontato dal mercato. Alla risalita dell’indicatore ZEW di cui abbiamo parlato la settimana scorsa si accompagnano la ripresa della componente delle attese dell’indice IFO e il rimbalzo della fiducia dei consumatori dell’Area Euro (grafico 1).  La fiducia rimane a livelli bassi, ma spesso sui mercati finanziari a influenzare i prezzi sono le attese. Quando una situazione tragica diviene semplicemente molto negativa i mercati salgono.

La luce in fondo al tunnel si avvicina per la fiducia nelle prospettive economiche dell’Area Euro?

Fiducia dei consumatori dell’Area Euro (dx)/ Indice IFO delle prospettive economiche in Germania (sx)

La ripresa è sostenuta da una risposta fiscale decisa (aiuti, scudi fiscali), dal ribasso dei prezzi delle materie prime e dalle probabilità ormai decisamente più remote di gravi carenze di energia durante l’inverno. Per di più, i risparmi accantonati dalle famiglie dell’Area Euro sono ancora consistenti e quindi lo spettro di una netta contrazione dei consumi si allontana.

Dopo lo shock causato dalla scarsità di componenti, anche il settore automobilistico attraversa una graduale ripresa che dovrebbe sostenere ancora la crescita (grafico 2). Nelle sue ultime previsioni l’OCSE stima una crescita mediocre ma positiva  dei consumi (+0,3%) e del PIL (+0,5%) nell’Area Euro nel 2023.

Immatricolazioni di automobili in Europa in netta ripresa

Immatricolazioni di veicoli (privati, Area Euro)

Se lo scenario di base descritto dall’OCSE si rivelerà corretto, è probabile che in inverno le azioni europee mettano a segno una sovraperformance.

Discorso inverso per le obbligazioni. Al contrario del consensus, che prevede un ritorno dell’inflazione al 2% nel 2024, l’OCSE si attende una maggiore persistenza dell'inflazione (+6,8% nel 2023 e +3,4% nel 2024). L’organizzazione si aspetta inoltre che la BCE si mostri molto più ferma di quanto previsto dal mercato: tasso di deposito al 3,75% nella primavera del 2023 a fronte del picco appena inferiore al 3% scontato dal mercato (grafico 3). Lo scenario dipinto dall’OCSE ci sembra più verosimile di quello prospettato dal mercato.

Le attese dei mercati circa l’inasprimento dei tassi della BCE potrebbero rivelarsi insufficienti

Tasso previsto dall’OCSE/ Tasso atteso dal mercato monetario (fonte: Bloomberg)

Nei nostri fondi flessibili internazionali abbiamo rafforzato ulteriormente le posizioni corte sulle obbligazioni tedesche a 5 anni i cui rendimenti ci sembrano destinati a salire decisamente sopra il 2%. Al contempo abbiamo ampliato la posizione lunga sui titoli statunitensi a 30 anni al fine di coprire in parte il rischio di portafoglio in caso di decelerazione improvvisa della crescita negli USA. Portiamo avanti la nostra strategia che prevede consistenti investimenti negli strumenti del mercato monetario dell’Area Euro, favoriti dal rialzo dei tassi della BCE, nonché un’esposizione molto diversificata alle azioni internazionali.

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