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La BCE consolida il miglioramento dell'equilibrio tra crescita e tassi di interesse in Europa - 10 guigno 2024

La Banca centrale europea (BCE) ha tagliato i tassi di 25 punti base, dal 4% al 3,75%, a dispetto degli ultimi dati su inflazione e salari. La politica della BCE e le migliorate prospettive di crescita continuano a favorire gli universi dei titoli più sensibili al contesto macro-monetario europeo.
Nonostante il forte consensus alimentato dai membri BCE nelle ultime settimane, alcuni osservatori si chiedono se il taglio dei tassi di 25 punti base annunciato il 6 giugno sia davvero giustificato. A rafforzare gli interrogativi sono anche i cauti commenti di Christine Lagarde sul seguito da dare a questo taglio. Di fatto, negli ultimi sei mesi l'inflazione di fondo (alimentari ed energia esclusi) è rimasta piuttosto alta e nel primo trimestre i salari hanno continuato a crescere a un ritmo sostenuto (grafico 1). Inoltre, l'economia pare uscire dalla stagnazione, con un PIL in crescita dello 0,3% nel primo trimestre e sondaggi PMI favorevoli per il secondo trimestre.

Vi sono comunque due argomentazioni a sostegno della riduzione dei tassi. La prima è che diversi indicatori suggeriscono il permanere delle tendenza alla disinflazione. Le società di servizi prevedono aumenti sempre più contenuti dei prezzi di vendita, i salari iniziali sembrano rallentare e il modello della componente comune e persistente dell’inflazione (PCCI, Persistent and Common Component of Inflation) della BCE stima che la tendenza centrale dell'inflazione sia probabilmente già al 2% (grafico 2). Il secondo argomento riguarda il gradualismo. Che la politica della BCE si faccia via via meno restrittiva prima che l'inflazione raggiunga il 2% ha senso: serve a evitare che l'inflazione scenda troppo, situazione che costringerebbe la BCE a tagliare improvvisamente i tassi di interesse. Uno degli incubi della BCE è infatti il ritorno alla situazione di bassa inflazione dell’era pre-Covid. La BCE sta quindi attuando con cautela una politica di rassicurazione.

A nostro avviso, gli ultimi dati, il taglio dei tassi e i ragionamenti della BCE non cambiano la realtà. Era chiaro che la BCE avrebbe tagliato i tassi, pur rimanendo molto cauta sul seguito da dare a questa decisione. A priori possiamo prevedere che questa politica di rassicurazione proseguirà a ritmo piuttosto lento, come i mercati già ben sanno. E se le previsioni del modello della BCE si avvereranno, l'anno prossimo, con una crescita del +1,5% e un'inflazione del 2%, i tassi di interesse della BCE raggiungeranno una zona neutrale generalmente stimata tra il 2% e il 3%.
Se così sarà, difficilmente di guadagnerà di più con le obbligazioni che con gli strumenti del mercato monetario, con i tassi a lungo termine tedeschi che sono già al 2,5%. Pertanto, al momento manteniamo una duration prossima allo zero. Per quanto riguarda i mercati azionari, nonostante le recenti prese di profitto nei titoli finanziari e nelle small cap dopo i forti guadagni di maggio, manteniamo una view positiva su queste due classi di attività, che sono ancora molto sottovalutate. La ripresa europea, in corso ma non ancora consolidata, e il moderato taglio dei tassi da parte della BCE rimangono lo scenario ideale per gli universi dei titoli più sensibili al contesto macro-monetario europeo (grafico 3).

[Scarica la versione integrale in formato PDF : Scenario macroeconomico/di mercato e tassi di esposizione di Dorval Asset Management - 10 giugno 2024] (https://site-dorval-production.s3.fr-par.scw.cloud/uploads/weeklynote_it_20240610_1958ea4c14.pdf)